Manifesto (o preghiera) di magia agreste
Magia agreste è disponibile per chiunque, ed è accessibile attraverso le ossa, il sangue, la Terra su cui sei piantato. Avrai sempre uno di questi per iniziare.
senza magia non c’è sopravvivenza.
si trova anche nel corpo, nelle ossa, nei colori, nei tessuti, negli attrezzi, nei semi e nei cesti; nelle piante, nel tramonto.
Stai sulla soglia e ascolta il mormorio della Terra e dei nostri antenati contenuti in Lei.
Ascoltare questi messaggi divini significa scoprire il tessuto di istruzioni che stanno dietro a tutte le cose. L’intenzione e la preghiera per cui siamo stati nominati: portati in esistenza. In principio era il verbo
Magia agreste è intenzione
Magia agreste è nominare
Magia agreste è ricordare
Magia agreste è la conoscenza pratica, magia racchiusa nei rituali e nelle tradizioni.
Magia agreste è reintegrare lo sguardo e il pensiero nel corpo. “I mani sannu”.
Magia agreste è produrre pensiero attraverso la quotidianità.
Magia agreste è andare avanti guardando indietro.
Magia agreste è il lutto, perché il lutto è una forma di ricordo, e anche se è morto, è presente.
È crescere fiori nel giardino da portare al cimitero.
È avere un posto dove piangere liberamente.
Il lavoro di noi che siamo qui adesso, è piangere l’abbandono, l’emigrazione, lo spopolamento, la distruzione ambientale. Piangiamo per i fantasmi affamati della civiltà.
Questo è più grande di tutti noi, perché è iniziato molto prima.
Tener lutto è saper testimoniare il nostro momento della vita.
Questo è quello che c’è
e anche così, è una benedizione
Anche questa vita amara è un regalo.
Non sta a noi lamentarci, ma ricambiare.
Benedire la strada per qualunque cosa ci possa portare.
La nostra offerta per ricambiare è il nostro corpo e il lavoro che ci facciamo con esso
Mentre desideri costantemente di più, ricorda che l’umiltà non è qualcosa che viene appresa ma praticata.
La terra fonda, ferma, ci chiede di seguire ritmi, è disciplinata e disciplinare.
Richiede presenza e lavoro.
L’umiltà è rispetto per ciò che c’è
Nell’umiltà la ragione non viene mai prima, il corpo viene prima e ci ritorniamo sempre. Come tutti gli animali sanno fare.
Magia agreste è prepararsi per tempi difficili:
L’era della siccità
Il periodo dei cieli bui
I secoli in cui le foreste diventano deserto.
L’era del lutto per la terra.
In lutto per la bellezza che non conosceremo: la vecchia foresta vergine (Virgo Potens), un cielo pieno di uccelli, un mare senza plastica.
Il lutto è il nostro lavoro ed è un lavoro che va fatto.
La ferita è un portale.
Cerca la presenza del divino che giace nel dolore.
lascia che la morte arrivi a ciò che deve morire.
Brucia ciò che deve essere bruciato. Emergeremo dalle ceneri.
Lavoreremo con ciò che resta
non abbiamo paura delle rovine
il nostro fuoco arde nascosto nell’oscurità dei carboni,
è lo stesso fuoco che illumina la via da tempo immemorabile.
Non faremo questo lavoro da soli, abbiamo i nostri antenati dietro di noi.
Ci visitano quando fa più buio e fa più freddo.
Sono qui adesso.
La terra ti richiama.
Magia agreste è una celebrazione del nascosto
Magia Agreste è qui per chiunque abbia nostalgia della terra. È anche diasporica, perché anche quelli che non hanno mai lasciato la sua terra, hanno perso una parte della loro famiglia e la anelano.
Magia agreste è una strada per noi, i ch’ixi, gli macchiati, perché il nostro corpo vive nella liminalità, non siamo di qui né siamo di lì. Questo vuoto può essere una porta. C’è un’opportunità nelle nostre mancanze perché in quel vuoto sta l’infinito.
Impara di quello che c’è
Se non c’è altro che spine, impara dalle spine.
Scava la terra, entra. Diventa il suo colore,
A te che chiamano terrone, c’è magia in questa parola che ti sputano addosso, indossala.
Sei la preghiera compiuta dei tuoi antenati.
Continua con il loro lavoro
Prega per il futuro
Prega con il tuo corpo e le tue azioni
Prega in cerchio, prega con gli altri
Loro stanno ascoltando, anche quelli non ancora nati, pregando per loro tu li chiami: in principio c’era il verbo.
È nel silenzio dove i demoni possono vivere. Silenzio di fronte alle ingiustizie, alla oppressione, alla ignoranza.
Nomina le cose per quello che sono
Se non sai cosa sono, cerca finché non trovi le parole, ci sono segreti nascosti dentro ognuna di loro.
Se le parole non esistono, le devi inventare.
Questa è magia, ed è il vero incantesimo: nel dare un nome alle cose, porti lo sguardo su di loro.
Questo significa portare in esistenza.
In principio c’era il verbo: intenzione nominata
Lavoro e ripetizione, il corpo che si muove con ritmo, preghiera e canto; questi sono incantesimi.
La tradizione non è storia, è tecnologia rivelata nella pratica.
il corpo capisce le istruzioni.
FACIMU RADICI AUNDI CADIMU “facciamo radici ovunque atterriamo” è uno degli insegnamenti dei rovi, ci insegnano di limiti e di abbondanza. I rovi non sono gerarchici, lavorano in archi: porte e luoghi di magia.
Con spine dobbiamo porre dei limiti a chi mette in pericolo la vita
Avventizi, portiamo i luoghi dove crescono le radici.
Prospereremo di nuovo.
bibliografia
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Buenaventura Durruti, militante anarchico della guerra civile spagnola, è stato intervistato. Gli è stato detto dall’intervistatore che anche se avesse vinto, sarebbe “seduto su un mucchio di rovine”.
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Silvia Rivera Cusicanqui, Un mundo ch’ixi es posible
“Somos el color de la tierra” discurso del Subcomandante Marcos pronunciado en el Zócalo de la Ciudad de México el 11 de marzo de 2001
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